Avete mai pensato a che fine fanno i vostri vestiti che gettate nell’immondizia e a quelli che mettete nella raccolta dei vestiti usati, i bidoni gialli che vedete in giro per le strade?

Molti vestiti vengono riciclati da aziende specializzate, altri dati in donazione ma visto che non tutte le associazioni possono permettersi le varie fasi di stoccaggio, selezione ed igienizzazione che vanno rispettate per legge, molti vestiti vanno a finire negli inceneritori, molti invece finiscono in giri per niente leciti gestiti da associazioni a delinquere che poi rivendono i vestiti usati, non sanificati e per niente controllati in zone come Africa ed Est europa. Facendo un piccolo passo indietro, prima ancora della fase di riciclaggio, c’è la fase produttiva dell’abito e dovete sapere che l’industria tessile è molto inquinante e soprattutto le catene di fast fashion sono quelle che maggiormente hanno un peso elevato sull’impatto ambientale producendo inquinamento dalla produzione della materia prima, passando per la colorazione fino alla produzione del capo e a questo come se non bastasse si aggiunge lo sfruttamento dei lavoratori a basso costo. 

Io non sono una giornalista d’inchiesta e non ho nemmeno le competenze per parlavi di una cosa così seria ed importante quindi vi invito a fare quello che anche io faccio per tenermi informata e quindi cercare su google e leggere i vari articoli/inchieste giornalistiche che vengono scritte da molti quotidiani e attivisti per l’ambiente, nelle piattaforme di streaming oppure online semplicemente cercando, ci sono molti documentari che trattano questo tema, vi si aprirà un mondo che vi porterà spero ad un uso più consapevole del vostro armadio. Non sempre è facile mettere in atto quello che ci viene richiesto ma le cose che possiamo fare sono tante e alla portata di tutti, modificare con pazienza alcuni nostri comportamenti è sicuramente un modo per ottenere dei piccoli risultati.

Vi ho detto tutto questo perché credo che il problema dell’accumulo e della gestione dei nostri abiti sia un problema comune, tutti noi compriamo annualmente vestiti, durante la stagione dei saldi, compriamo presi da un impeto di ottimismo, per semplice conforto dopo una giornata pesante e spesso questi vestiti vengono utilizzati una stagione, qualche weekend o addirittura nemmeno mai indossati e poi dimenticati negli armadi per mille motivi. Non vi è mai capitato di aprire il vostro armadio magari stracolmo di cose e dirvi che non avete niente da mettervi? Oppure non indossate più qualcosa che fino all’anno prima portavate tutti i giorni e oggi semplicemente vi annoia? Il cambio stagionale di armadio è uno di quei momenti in cui solitamente i nodi vengono al pettine e ci ritroviamo con l’armadio vuoto e mille borsette di vestiti che non sappiamo dove gettare. Ecco, pensate a quello che voi buttereste e moltiplicatelo per gran parte delle persone che popolano il nostro pianeta e capirete che la questione produzione abbigliamento e suo smaltimento è davvero una cosa grossa.

Proprio per questo motivo, riciclare vestiti è un dovere che ci dobbiamo assumere per ridurre l’impatto ambientale, i consumi di CO2, sprechi di acqua, scarti chimici, ridurre lo sfruttamento dei lavoratori nelle catene di fast fashion solo per dirne alcuni. I metodi per farlo sono tanti, i sovra citati cassonetti gialli, le associazioni di carità per le persone bisognose ma ci sono anche numerosi gruppi facebook dove trovare gente a cui regalare o con cui scambiare cose. Esistono siti internet o app come Depop, Etsy o Ebay dove poter vendere quelli più belli e magari usati pochissimo a prezzi contenuti. Ci sono anche eventi chiamati swap party basati sul baratto in cui si possono portare abiti in buono stato che non si usano più per poterli scambiare con qualche altro abito o accessorio e magari conoscere gente nuova. Esistono anche negozi fisici dove vendere e acquistare abiti di seconda mano (molto spesso mai usati) che regalano quindi una seconda vita ai vestiti che così non finiscono nell’oblio dei centri di smaltimento.

Insomma i modi per riciclare ci sono e le occasioni per farlo sono tante e anche divertenti ma, avete mai pensato di dare nuova vita ad un capo che magari ci ha semplicemente stancato per il colore, perchè con gli anni è diventato banale e quindi è rimasto chiuso in armadio qualche stagione?

Sfoderando un po’ di fantasia le cose che si possono fare sono tantissime.

Avendo qualche base di cucito si potrebbe dare una nuova silhouette ad una maglia, o modificare i polsini creando una piccola arricciatura per esempio. Accorciare quella gonna che oggi sembra così lunga e magari creargli una fusciacca con quella stoffa tagliata; un paio di jeans che stanno un po’ troppo stretti sulle cosce?Possono diventare una bella gonna longuette.
Se invece è il colore di un abito che non vi piace più, si potrebbe pensare di cambiargli il colore. Se il tessuto è un tessuto naturale ci sono molte tecniche per ricolorare il capo, dai coloranti “chimici” che vendono a quelli che possiamo estrarre dalle piante, ci sono molti tutorial in rete che spiegano come farlo, e la realizzazione è anche molto divertente da fare. Se invece il tessuto è sintetico si può anche con i colori da stoffa e magari dei timbri creare delle texture sul tessuto.
Se qualcosa vi sembra noioso potete sempre ricamarci qualche scritta ad effetto, aggiungerci degli strass o delle nappine, un collo ricamato, sfrangiare un paio di jeans. Insomma tutto quello che la fantasia vi suggerisce.

Con l’ultimo cambio armadio, ho ripreso in mano tre maglie in cotone che mi avevano annoiata perché monocromatiche, una nera una rossa e una bianca. Inizialmente volevo metterle nel sacco per la donazione ma in realtà sono tre maglie che mi piacciono molto e che addosso mi stanno bene, l’unico motivo per cui ho smesso di indossarle è che quel colore monocromatico mi aveva leggermente annoiato, quindi ho quindi deciso di provare a modificarle un po’ con delle applicazioni. 

Alla maglia bianca ho applicato sullo scollo delle grandi paillettes tonde e dorate dandogli una sovrapposizione a squame. Ora è diventata versatile, indossata con un pantalone classico da quel quid in più, con un semplice jeans invece rende meno banale quello che sarebbe un abbigliamento basic.

l’applicazione di paillettes

Quella nera aveva bisogno di un po’ di luce ma non volevo essere eccessiva quindi ho applicato in modo molto ordinato delle micro perline argentate,ne ho cucine circa venti in tre file fronte e retro, non sono visibili ed invadenti ma quando la luce le colpisce riflettono e impreziosiscono quella che prima era una semplicissima maglia nera.

Dettaglio delle perline argentate

Il lavoro più impegnativo l’ho fatto per una felpa rossa, a cui ho voluto ricamare dei grandi fiori neri sulle maniche a palloncino che con il monocolore non risaltavano per niente. Ho applicando del feltro nero per creare la corolla dei fiori e ricamato intorno lo stelo e le foglie, le maniche così sono enfatizzate nella loro forma e si vedono a colpo d’occhio e quella che prima era una semplice felpa rossa adesso è una maglia che attira davvero l’attenzione.

Dettaglio del ricamo

Come vedete le soluzioni sono tante e fantasiose, basta semplicemente pensarci un po’ e provarci, non avete niente da perdere, comunque è un capo che avete smesso di portare, se “l’esperimento” funziona avete una nuova cosa da indossare se invece ancora non vi piace (e non l’avete rovinato) pensate all’ipotesi di donare, vendere o scambiare. Fare una piccola buona azione arricchisce voi e qualcun altro e se tutti ci mettiamo un po’ di impegno magari questo mondo riusciamo anche a salvarlo.

Posted by:polgadot

Una risposta a "Basta un po’ di fantasia e il riciclo è fatto"

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