Il mio piano editoriale è andato a farsi friggere!

Ero così contenta i primi giorni di gennaio perché ero riuscita a programmare i primi sei mesi di uscite per il blog, tra recensioni, progetti e foto per instagram con alcune idee da pubblicare.

Mi ero fatta una scaletta di lavoro, con orari, giorni in cui fare i lavori, scattare ed editare. Era tutto incastrato alla perfezione. Ne ero molto orgogliosa. Per mesi avevo letto dell’importanza di avere un piano editoriale per poter essere costanti nei post ed io ho voluto provare a cimentarmi.

A febbraio avevo già tutto pronto e caricato, con tutte le date programmate per le recensioni e lavori e avevo anche un piccolo archivio di foto pronte per instagram.

Ma poi è arrivato l’imprevisto, l’evento che non avevo tenuto in considerazione, quella cosa che mi ha fatto mandare in malora tutta la mia scaletta! Ho venduto casa senza nemmeno far coincidere il nuovo acquisto e il trasloco mi ha travolto come una valanga. Quindi ogni minuto libero è stato suddiviso tra la ricerca di una casa provvisoria, la ricerca della casa dei sogni e inscatolamento di tutti i nostri averi.

Io che per anni ho sempre puntato il dito su mio marito tacciandolo di accumulo compulsivo, mi sono ritrovata ad aprire cassetti e trovarci la qualunque senza riuscire poi a buttare via nulla. Così gli scatoloni con il mio nome sono in quantità maggiore di quelli con il nome di mio marito e il suo sorriso ironico stampato perennemente.

Tutti i miei averi in questo momento sono all’interno di scatole di cartone, catalogate ed impilate, sparse tra le varie cantine di amici gentilissimi. Tutti il mio mondo dentro 30 scatoloni (senza contare i libri e le cose di casa) ed io mi sento sospesa.

Sospesa tra due mondi, quello del prima e quello del dopo. Immobile senza poter produrre niente, con la mente che è in una continua agitazione per le cose da fare e quelle da tralasciare.

Le prossime settimane saranno decisive, cominceremo delle nuove avventure che ci metteranno a dura prova. Ma come tutto fino ad ora lo affronteremo mano nella mano guardando avanti.

Quindi andrò a braccio, con la consapevolezza che quello che non verrà fatto non è per pigrizia ma per l’impossibilità pratica di non poter fare. Stanca ma felice ed impaziente di poter ricominciare.

.. Polga.Dot ..

Posted by:polgadot

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